
Fragaria è il nome che ricorre fin dai tempi di Plinio il Vecchio, derivato sembra
dalla radice sanscrita "ghra" che significherebbe fragranza, per indicare questa pianta,
in particolare il suo frutto, che allora cresceva allo stato selvatico in boschi e foreste.
Il termine è stato recuperato, poi, da Tourefort e Linneo per indicare un genere di piante
Dicotiledoni della famiglia delle Rosacee.
Notizie storiche asseriscono che già l'uomo preistorico era ghiotto di
questo frutto selvatico dal profumo di ambra e di rosa.
Noi ci occupiamo della Fragaria vesca, fragola in italiano, fraisier in francese, strawberry in
inglese e fresa in spagnolo, capostipite di tutte le varie specie che sono state create dall'uomo.
La fragolina di bosco, o fragola selvatica, è originaria dell'Europa, dell'Asia occidentale e
dell'America settentrionale, del Cile. Un primo tentativo di coltivazione consisté, a partire
dalla fine del XV secolo, nel "rubare" le piantine al bosco e trapiantarle nei giardini.
Questa operazione durò fino all'inizio del Settecento quando, con le importazioni di razze
extra-europee, per l'esattezza del Nuovo Mondo, s'inizierà la coltivazione vera e propria.
Secondo le cronache, le prime varietà a grosso frutto sembra siano apparse solo nell'Ottocento,
ad opera degli inglesi che raccoglievano un po' tutto di quello che capitava loro sottomano.
Secondo Blanchard, ad introdurre in Francia le prime grosse fragole fu Frézier che le presentò
a Luigi XIV, il re Sole, come uno dei risultati positivi della sua missione in America, nella
baia di Conception. Nella prima metà del Settecento, le fragole coltivate erano già oggetto di
commercio sul mercato di Brest...
Info da: http://www.arcobaleno.net/giardinaggio/fragoleDonoDivino.htm
Il portale con la fragola
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