
Dal IV secolo a.C. i Romani celebravano i Lupercali, ovvero i festeggiamenti in onore del
dio Lupercus, protettore delle greggi.
I Lupercali si celebravano in febbraio, mese in cui ci si preparava all'arrivo della primavera,
la stagione della rinascita.
E all'interno dei Lupercali aveva luogo un evento molto atteso dalla gioventù romana, una vera
e propria lotteria dell'amore, quasi un club privé di scambisti ante litteram!
I nomi delle donne e degli uomini devoti a Lupercus venivano mescolati in un'urna.
Quindi un bambino estraeva i nomi, formando così delle coppie casuali, che per un intero anno
avrebbero vissuto in intimità per consolidare il rito della fertilità.
Anche quando il Cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'Impero, i Lupercali rimasero
una ricorrenza importante per i Romani, fino al V secolo dopo Cristo.
Papa Gelasio, per sopprimere la connotazione pagana della festa, dirottò l'attenzione su San
Valentino, vescovo di Interamna, l'odierna Rieti.
Due secoli addietro, il 14 febbraio del 270 d.C., Valentino era stato lapidato e decapitato
su ordine dell'imperatore Marco Aurelio Claudio Quintillo in quanto univa nel matrimonio
cristiano giovani coppie contravvenendo al rito di Lupercus.
Ecco quindi che il Santo degli Innamorati ben si prestava a far convergere sul 14 febbraio le
connotazioni sentimentali dei Lupercali.
E col tempo anche il dio greco dell'Amore, Eros (Cupido per i latini) si unì ai festeggiamenti
amorosi.
La Festa degli Innamorati trova sempre nella leggenda di Valentino l'usanza dei biglietti
d'amore.
Pare che Valentino in attesa dell'esecuzione si innamorò della figlia del guardiano e che
prima di morire le lasciò il biglietto "dal tuo Valentino".
Info da: http://www.leggievai.it/origine-san-valentino
San Valentino
Spezie afrodisiache
La parola amore
Venere e Amore, Diego Velazquez